
PinkCop chiede una verifica legale: polemica sulle frasi di un deputato UDC zurighese sulla polizia
Dopo i disordini all’Hardplatz, un deputato UDC zurighese ha criticato la polizia su Facebook con frasi su donne e uomini gay. PinkCop, l’associazione dei poliziotti queer, chiede una verifica.
Di che cosa si tratta Dopo i disordini della notte dell’11 ottobre vicino all’Hardplatz, a Zurigo, il deputato UDC Christoph Marty ha criticato su Facebook la polizia cittadina. Secondo gay.ch (22 ottobre 2026), ha detto tra l’altro che la polizia impiega molte donne e lo ha collegato, in modo dispregiativo, agli uomini gay. La sua conclusione: restano pochi uomini capaci di intervenire con decisione, ed è per questo che nessun facinoroso è stato arrestato.
Che cosa chiede PinkCop PinkCop, l’associazione indipendente nazionale di poliziotti gay, bisessuali, trans e intersessuali, giudica le frasi inaccettabili. Chiede all’ufficio presidenziale del Gran Consiglio zurighese una verifica legale. La discriminazione non è un’opinione legittima, afferma, e competenza e professionalità non dipendono da genere o orientamento sessuale.
Reazioni Il gruppo UDC ha preso le distanze da Marty alla seduta successiva. I vertici della polizia cittadina, con il comandante Beat Oppliger, hanno chiesto scuse, rifiutate da Marty secondo gay.ch. La direttrice della sicurezza Karin Rykart (Verdi) ha detto che gli arresti non erano realistici data la violenza e ha ringraziato il gruppo UDC per la presa di distanza.
Che cosa significa per la comunità Il caso mostra come un dibattito su un intervento di polizia possa scivolare in fretta in frasi su genere e orientamento sessuale. Chi subisce discriminazioni trova consulenza e punti di segnalazione tramite Pink Cross e i servizi comunitari locali. Il testo riassume il servizio di gay.ch; le fonti primarie sono il post Facebook di Marty e il comunicato Instagram di PinkCop.
Fonti & contesto
- gay.ch ↗gay.ch · Consultato il 23 ottobre 2026
Verificato il:


