Il Consiglio federale si apre a un divieto nazionale delle terapie di conversione

Cosa emerge dal rapporto Il 2 settembre 2026 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sulle cosiddette pratiche di conversione, volte a modificare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di una persona. Citando lo Swiss LGBTIQ+ Panel, la SRF riferisce che il 15,5% delle persone trans e il 9,5% delle persone lesbiche, gay e bisessuali intervistate ha dichiarato di aver subito tali pratiche, per lo più da bambino o adolescente, in ambito religioso, scolastico o familiare. Il Consiglio federale respinge chiaramente queste pratiche e, pur ritenendo il diritto vigente sostanzialmente sufficiente, si dice ora aperto a una legge federale dedicata — un cambiamento rispetto alla posizione precedente.
E adesso? Alcuni cantoni si muovono già autonomamente: il governo del canton Zurigo ha elaborato un progetto di legge contro le cosiddette «cure dell'omosessualità». A livello federale il prossimo passo dipende dal Parlamento: il presidente della commissione giuridica del Consiglio degli Stati, Andrea Caroni, può far ripartire una mozione sospesa del 2022 (22.311) sul divieto delle terapie di conversione, al più presto nell'ultimo trimestre del 2026. Solo se il Parlamento ne darà mandato, il Consiglio federale elaborerà una legge vera e propria: un divieto quindi non c'è ancora, ma un governo ora disposto a valutarlo sì.
Fonte: SRF / Bundesrat





















































































